sfuggire risatine nervose, in quel modo tipico di chi preferisce ridere piuttosto che mettersi in mostra.
Le labbra di Grant si incurvarono in un sorriso.
—Sì. Quella è la ragazza inutile.
Inutile.
Dopo sette anni passati a costruire una casa insieme, a gestire le finanze mentre lui “inseguiva opportunità” e a firmare prestiti che non avrebbe mai ottenuto da solo.
Sentii una stretta al petto, ma mi costrinsi a inspirare lentamente mentre facevo un passo avanti. Non avevo intenzione di dargli la soddisfazione di vedermi crollare.
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Poi la guardai davvero.
Non l’anello. Non l’abito.
Il suo viso.