domande.
«Sei giovane», mi sussurrò. «La vita non finisce con te.»
Non le ho creduto. Nemmeno per un secondo.
Andarsene a mani vuote… e continuare comunque
Ho lasciato l’ospedale senza niente. Nessun ricordo a cui aggrapparmi, solo un immenso vuoto. Ho fatto le valigie con vestiti che non avrei mai indossato, ho abbandonato l’università e poi, senza convinzione, ho accettato una serie di lavori senza speranza. Sì, respiravo ancora, ma mi importava più della sopravvivenza che della vita stessa.
E così gli anni passarono, silenziosi e pesanti. Tre anni trascorsi a marciare costantemente in avanti, senza guardare al futuro, con