un biglietto che diceva: “Sii ragionevole”. Li ho fatti mettere vicino ai contenitori per la raccolta differenziata nella hall.
Poi sono arrivati i messaggi di testo.
Mara, non mettermi in imbarazzo.
Mara, la mamma dice che devi delle scuse a Camille.
Mara, pranzo venerdì. Non mancare. Abbiamo bisogno di vederci uniti.
Unito.
Quella era sempre la parola preferita di Adrian quando in realtà intendeva obbedire.
Il pranzo era previsto a Bellamy House, un club privato arredato con poltrone di velluto, ritratti a olio e soci che si professavano reticenti pur memorizzando ogni dettaglio. Adrian aveva riservato il salotto con vista