stanza inclinarsi.
Perché la conoscevo. Non tramite i social media. Non da una foto fugace. Ma da un corridoio del tribunale tre anni fa, quando ero seduta accanto a mio padre mentre firmava dei documenti di procura dopo aver avuto un infarto.
Era l’avvocata che ci stava “aiutando”: gentile, calma, professionale, ma che con discrezione guidava mio padre a firmare documenti che non comprendeva appieno.
Psicologia
Non avevo mai dimenticato il suo nome.
E non si era dimenticata neanche della mia.
Il suo sorriso vacillò nell’istante in cui si rese conto della situazione. Solo per un istante.
Ma è bastato.