Sedici anni: terrorizzata, piena di vergogna e convinta che la mia vita fosse già finita prima ancora di iniziare. I miei genitori gestirono tutto in silenzio. Firmarono i documenti. Presero delle decisioni. Mi dissi che era l’unica via possibile. Mi dissi che avrebbe avuto una vita migliore senza una madre adolescente spaventata e incapace di darle nulla.
Il giorno in cui ho lasciato l’ospedale senza di lei, ho sentito qualcosa lacerarsi dentro di me, ma l’ho seppellito. Dovevo farlo. Ero determinata a sopravvivere. Ero determinata a dimenticare.
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E per anni l’ho fatto.
Sono andata all’università. Ho ricostruito