forte nei pantaloni della tuta. “Ti mando un messaggio.” Ripartì in macchina, ancora sorridente, convinto di avermi riconosciuta dal dito.
Rimasi sulla veranda e mi sentii male. Una parte di me, quella spaventata, voleva allontanarsi subito da lui, chiudere a chiave le porte e far sì che questa serata non fosse mai accaduta. Ma un’altra parte di me, quella testarda e arrabbiata, aveva bisogno di risposte…
Il giorno dopo, mi sono immersa a fondo nelle sue ricerche online. Non mi sono limitata ai suoi profili sui social media, ma ho scavato molto più a fondo. Ho cercato foto in cui