Si preannunciava un pomeriggio del tutto ordinario. La mattinata era trascorsa in una routine familiare, quasi impercettibile. Ero impegnata nelle faccende domestiche quotidiane, la lavatrice era in funzione e la luce del sole filtrava dolcemente dalle finestre del soggiorno. Il silenzio in casa era confortevole, quel tipo di silenzio che si conosce solo quando i figli sono ormai cresciuti e se ne sono andati di casa. Nulla lasciava presagire che questa giornata si sarebbe svolta in modo diverso dalle precedenti, finché mio figlio non ha chiamato e ha detto qualcosa che raramente diceva.
Ci sentivamo abbastanza spesso, spesso con telefonate